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Introduzione al No-Code e Low-Code: creare senza saper programmare

05/12/2025 09:00

1Site

Utilità, Novità, Attualità, siti-web, cms, editor, 1site, low-code, no-code, programmazione,

low code

Benvenuto nel mondo del no-code e low-code, dove chiunque può costruire strumenti digitali senza scrivere (quasi) una sola riga di codice.

Fino a qualche anno fa, per creare un sito web o un’app serviva almeno una buona dose di codice: HTML, CSS, JavaScript, PHP, database e tante righe di logica. 

 

Oggi però qualcosa è cambiato.


Benvenuto nel mondo del no-code e low-code, dove chiunque può costruire strumenti digitali senza scrivere (quasi) una sola riga di codice.

 

🚀 Cosa significa “no-code” e “low-code”

No-code significa zero codice: piattaforme che permettono di creare siti, app o automazioni tramite interfacce grafiche, con drag & drop, blocchi visivi e modelli pronti.
👉 Esempi: Tra i tanti disponibili sul mercato spicca anche 1site.it

 

Low-code, invece, è una via di mezzo: ti permette di creare velocemente con strumenti visivi, ma offre la possibilità di aggiungere codice personalizzato per le parti più complesse.
👉 Esempi: OutSystems, Mendix, AppSheet, Retool.

 

In entrambi i casi, l’obiettivo è semplificare lo sviluppo e rendere la creazione digitale accessibile a più persone, non solo agli sviluppatori.

 

💡 Perché è nato il movimento no-code

Negli ultimi anni, la domanda di strumenti digitali è esplosa: siti, app, e-commerce, automazioni, gestionali… ma gli sviluppatori non bastano per tutti.


Il no-code è nato proprio per colmare questo divario, offrendo un modo rapido, economico e visivo per costruire soluzioni digitali.

 

È un po’ come passare dal dover programmare in linguaggio macchina… al montare un mobile IKEA seguendo le istruzioni illustrate.

 

🧩 Cosa si può fare concretamente con il no-code

Le possibilità sono enormi — e crescono ogni mese. Ecco alcuni esempi:

 

Creare un sito web con drag & drop (1Site tra i molti)

Costruire app mobile o web (es. Glide, Adalo, Bubble)

Automatizzare processi aziendali (es. Zapier, Make/Integromat)

Gestire dati e database visuali (es. Airtable, Notion)

Creare prototipi o MVP (Minimum Viable Product) in tempi record

 

Molte startup oggi nascono no-code first, per validare un’idea rapidamente senza spendere migliaia di euro in sviluppo.

 

⚖️ No-code vs. Low-code: le differenze chiave

AspettoNo-CodeLow-Code
Codice richiestoNessunoMinimo o opzionale
FlessibilitàLimitata ai blocchi predefinitiPiù ampia, grazie al codice personalizzabile
Velocità di sviluppoAltissimaAlta
Target utenteNon programmatori, marketer, designerSviluppatori e team tecnici
Esempi d’usoLanding page, automazioni, prototipiApplicazioni aziendali, integrazioni complesse

 

⚙️ I vantaggi principali

Velocità: si passa dall’idea al prodotto in giorni, non mesi.

Accessibilità: non serve essere sviluppatori.

Risparmio: costi di sviluppo e manutenzione più bassi.

Creatività: chiunque può sperimentare, testare e innovare.

 

 

🚧 E i limiti?

Ovviamente, non è tutto perfetto.

 

Le piattaforme no-code hanno limiti di personalizzazione.

Si è spesso vincolati all’infrastruttura del servizio (non sempre esportabile).

In progetti complessi, può servire comunque un po’ di codice o il supporto di uno sviluppatore.

In altre parole, il no-code non sostituisce i programmatori: li affianca, liberandoli dalle attività ripetitive e lasciando loro i progetti più avanzati.

 

🔮 Il futuro del no-code

Il trend è in crescita e destinato a restare.


Secondo molte analisi di settore, entro pochi anni oltre il 70% delle nuove app aziendali sarà creato con strumenti low-code o no-code.

 

In un mondo dove il digitale è sempre più essenziale, la possibilità di “costruire senza codice” rappresenta una vera rivoluzione democratica: tutti possono diventare creatori, non solo consumatori di tecnologia.

 

💬 In sintesi

Il no-code e il low-code stanno cambiando il modo in cui pensiamo al web, al software e al lavoro digitale.


Non si tratta di “eliminare il codice”, ma di rendere la creazione tecnologica più accessibile, rapida e creativa.

 

La prossima volta che avrai un’idea per un sito, un’app o un’automazione, non pensare subito a “trovare un programmatore”: prova a vedere se puoi farlo da solo, con un clic e un po’ di curiosità.

 

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